Segnate in agenda questa data: 12 novembre. Presso il Cinema Multisala Giulio Cesare, infatti, prende corpo Tumarankè, il film documentario collettivo che vede protagonisti i migranti minori non accompagnati residenti a Siracusa, realizzato dal progetto Re-future.

Promosso dalla Regione Lazio – Assessorato Turismo e Pari Opportunità, con l’Assessorato Lavoro e nuovi diritti, Formazione, Scuola e diritto allo studio universitario e in collaborazione con la struttura Progetti Speciali, il film ha già incassato successi straordinari, anche grazie all’impegno di personalità come Serena Dandini, Zen Circus, Vinicio Capossela, Michela Murgia, Fulminacci e molti altri.

Il claim, IO NON ODIO, parla da solo: una proposta agli studenti degli istituti superiori di Roma e del Lazio di due proiezioni di Tumaranké, accompagnate e argomentate dai suoi protagonisti: Morr Ndiaye, che ha partecipato alla realizzazione del film, le curatrici Camilla Paternò, Simona Coppini e Marta Tagliavia, della Dugong Films.

Il progetto Tumaranké ha avuto il supporto del fondo Creative Europe dell’Unione Europea, è realizzato attraverso la partnership di diverse realtà produttive europee tra Francia, Svezia e Turchia, ed è stato realizzato con la collaborazione della Associazione Accoglierete di Siracusa, di Pianoterra Onlus, dell’associazione Offf e dell’Università Telematica Uninettuno. E’ una parola della lingua bambara che definisce “chi si mette in viaggio alla ricerca di un futuro migliore”. I giovani “viaggiatori” sono i protagonisti di questo documentario che ha coinvolto un gruppo di 40 minori stranieri non accompagnati in un workshop di educazione all’immagine e filmmaking. Sono minori, sono soli e arrivati da poco in Italia.

“Tumaranké – spiegano Camilla Paternò, Simona Coppini e Marta Tagliavia – nasce da un percorso durato 11 mesi, per sensibilizzare e stimolare il loro sguardo sulla realtà e imparare a esprimersi utilizzando in modo più consapevole lo strumento che ognuno di loro ha in tasca, lo smartphone. Ne esce uno spaccato della loro vita in Italia, la comunità dove risiedono, le nuove amicizie, i sogni, le fragilità, i momenti di solitudine, e poi l’inserimento in un nuovo paese dove giorno dopo giorno, mentre imparano una lingua, scoprono e ci fanno scoprire una cultura dell’inclusione possibile, gettando così le fondamenta per un futuro comune”.

Il documentario, un film corale montato a partire dai quasi 1000 video realizzati dai ragazzi, ci fa conoscere più da vicino chi sono i giovani migranti che arrivano in Europa e che cosa vivono quotidianamente attraverso il loro personalissimo punto di vista. Un diario intimo e sorprendente che trasforma l’inedito obiettivo in uno strumento per mettersi in gioco in prima persona, per raccontare e condividere un’esperienza. Ma non solo. Perché ad emergere è anche uno spaccato della nostra società contemporanea vista attraverso i loro occhi. Un modo per riflettere anche sui punti di forza e le criticità del complesso sistema europeo dell’accoglienza.

“È nell’assenza della cultura del rispetto per l’altro che nasce l’odio e si propaga nelle sue diverse forme: il femminicidio e la violenza contro le donne, l’omofobia, il razzismo, il bullismo”, ha detto Michela Murgia. Per contrastare i passi indietro in tema di diritti e per una cultura della convivenza fra uomini e donne, della parità e del reciproco riconoscimento, IO NON ODIO fino a dicembre 2019, porterà nelle scuole di Roma e del Lazio progetti artistici di varia natura, che si fanno percorsi di avvicinamento e sensibilizzazione con l’obiettivo di creare una rete contro la violenza negli istituti del Lazio. Per attivare un cammino di civiltà partendo dalle studentesse e dagli studenti, portando alla loro attenzione riflessioni e analisi stimolanti, coinvolgendo i protagonisti stessi di queste esperienze virtuose, insieme ad artisti e volti noti del mondo della cultura.

Info: Marta Volterra marta.volterra@hf4.it 3409690012

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