Stiamo parlando di Jim Avignon, Lucamaleonte, Beau Stanton, David Diavù Vecchiato e Nicola Verlato, mica cippa. Dal 5 ottobre al 16 novembre 2019, presso la galleria Rosso20Sette Arte Contemporanea di Roma, i cinque artisti, vere star dell’Urban Art, saranno esposti per la prima volta insieme in una collettiva – Da Sketch a MURo – che ha da fare invidia ai grandi musei.

Siamo al confine tra arte contemporanea e arte illegale, come sempre, quando si parla di street art. Del resto questi sono gli orizzonti della nuova – discussa – pittura contemporanea (performativa quasi sempre, ormai), che si muove tra gli spazi urbani e le gallerie d’arte, fino a conquistare i più grandi musei del mondo, come ha fatto Bansky.

Cinque firme di spicco per una collettiva curata dallo staff del MURo – Museo di Urban Art di Roma, a chiusura del MURo Festival, fiero di avere inaugurato il decimo anno di attività del pionieristico progetto di Arte Urbana, nato da un’idea di Diavù nel 2010 nel quartiere Quadraro di Roma e diramatosi poi in tutta Italia. Tanto per capirci, il Festival ha prodotto, durante il 2019, una serie di incontri, proiezioni ed attività, tra cui la realizzazione delle cinque opere murarie del progetto MURo mARkeT al Mercato Menofilo di Quarto Miglio, in collaborazione con il VII Municipio di Roma Capitale, l’Ambasciata degli Stati Uniti d’America e l’Ambasciata di Germania.

“Sono proprio i soggetti di questi ultimi murales – spiegano i curatori – i protagonisti di alcune delle opere in esposizione, che rivelano, dai primi disegni preparatori fino al dipinto definitivo, i diversi processi creativi di questi cinque artisti. Da Sketch a MURo espone infatti schizzi, bozzetti e opere che precedono e accompagnano il lavoro finale sulle pareti urbane. Abbiamo finalmente l’occasione unica di ammirare le prime idee su carta che hanno dato origine al celebre murale Hostia del 2015 di Verlato dedicato a Pier Paolo Pasolini, i disegni preparatori di murales-simbolo del progetto MURo come il Nido di Vespe del 2014 di Lucamaleonte, fino alle bozze realizzate in stili e tecniche differenti che rivelano l’elaborato processo creativo che ha portato Diavù alla realizzazione di uno dei suoi ultimi murales, Appia-Latina“.

Jim Avignon, per chi non lo sapesse, è considerato uno dei precursori della Street Art in Europa, dai graffiti berlinesi di metà anni ’80 alle opere sui muri dei club simbolo della Techno-Kultur tedesca di inizio anni ’90 e dal dipinto sull’East Side Gallery ai grandi murales di Brooklyn; Lucamaleonte, che dal 2001 inizia a realizzare stencil e poster nelle strade di Roma fino ad essere invitato da Banksy e Tristan Manco al Can’s Festival di Londra nel 2008, è stato uno dei primi artisti ad intervenire negli spazi urbani della Capitale in contesto Street Art; Beau Stanton, prima di approdare alla realizzazione delle proprie opere in strada, ispirate all’arte classica, è stato a lungo assistente di Ron English, mostro sacro della Street Art e della cultura underground statunitensi; David Diavù Vecchiato, dopo i primi poster illegali d’inizio anni ’90, è tornato ad intervenire in strada dopo 15 anni di lavoro in studio, con grandi murales e scalinate e curando progetti di Urban Art con l’idea di sviluppare questa forma di espressione in un nuovo strato culturale e artistico degli spazi urbani; Nicola Verlato, seguendo il percorso a ritroso dei cosiddetti ‘street artist’, dopo un’esperienza ventennale in prestigiosi musei e gallerie di tutto il mondo, è approdato a dipingere opere murarie sulle facciate degli edifici per ampliare la sua ricerca artistica – già aperta a linguaggi come scultura, architettura e musica – a nuove tecniche espressive.

Info: https://www.rosso27.com/

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